Famiglie, Luoghi Pii, Preti e Mestieri nella Collettiva Generale di Castel de’ Franci del XVIII secolo

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Famiglie, Luoghi Pii, Preti e Mestieri nella Collettiva Generale di Castel de’ Franci del XVIII secolo

a cura di Vincenzo Di Lalla

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Con questa pubblicazione, la storia sociale ed economica di Castelfranci, iniziata con la diffusione del volume Castelfranci nella catastazione borbonica del 1742, viene completata nella sua forma autentica. Il testo Settecentesco, conservato nell’Archivio di Stato di Napoli e riproposto nella sua forma originaria, offre una visione completa della società locale al tempo di Carlo III di Borbone.

Non dimentichiamo che prima del catasto onciario la tassazione veniva fatta secondo due sistemi: il primo di imposte dirette, che traeva la propria ragion d’essere da metodi superati di accertamento dei beni, del lavoro manuale e delle teste; l’altro di imposte indirette, presupposto sulle gabelle che andavano ad interessare i beni ritenuti di prima necessità. Il catasto onciario invece, presuppone un sistema capace di imporre in tutti i luoghi del Regno un sistema fondato sull’imposizione diretta, consentendo una ricostruzione puntuale dei processi economici e sociali delle comunità interessate.

Il Catasto Onciario, o Collettiva Generale, redatto nel 1742, ricostruisce le dinamiche sociali ed economiche del borgo così come raccontate dai popolani. Le Rivele, disposte alfabeticamente in ordine onomastico, sono atti obbligatori per i capifuoco, sia cittadini che forestieri, per le chiese, i luoghi pii e gli ecclesiastici obbligati a rendere la dichiarazione solo se possessori di beni nel territorio considerato.

Il documento catastale si suddivide in rubriche: Cittadini abitanti, Donne vedove e Vergini in capillis, Reverendi sacerdoti Ecclesiastici, Luoghi Pii e Chiese, Forestieri abitanti, Forestieri non abitanti, Chiese e Luoghi Pii forestieri, Deputati ed Apprezzatori, Il Possessore di Castello di Franci, Pio Ospidale e Parrocchia, Feudali del Illustre Possessore di questa Terra di Castello de Frangi.

Composto da fogli scritti su recto e verso, presenta una numerazione cronologica non ordinata ed una difficoltà di interpretazione di parole o parte del contenuto per la grafia a volte illeggibile del perito scribente e delle altre persone che prendono parte alla stesura del documento finale.

Nella Collettiva Generale sono 239 fuochi i fuochi riportati distribuiti in 15 tipologie, con una popolazione di 1.147 persone ivi compresi i sedici sacerdoti che costituiscono il clero locale e le maestranze a servizio della famiglia Brancia.

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